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robustezza

Fin dal 2000 abbiamo cominciato lo sviluppo del primo telaio Ridley in carbonio, basandoci sui concetti essenziali di superiore rigidità, stabilità e guidabilità. Questi concetti cardini delle nostre formule costruttive sono seguiti anche oggi. Seguendo elementari nozioni fi siche, arrivammo alla conclusione che una forma a diamante, o  triangolare, è in grado di offrire livelli di robustezza massimi: era nato il concetto “Sharp Edge Design” le nostre tubazioni a “spigolo vivo”. Nei primi anni di produzione di telai in carbonio le costruzioni monoscocca, oggi tradizionali, non erano ancora alla portata conoscitiva pratica di molti telaisti e quindi si trovavano molti telai in carbonio con  congiunzioni. In seguito, la tecnologia tube-to-tube ci ha permesso di fare un ulteriore passo avanti, dandoci la possibilità di controllare meglio gli spessori delle tubazioni, nelle differenti aree ed ottenere così maggiore rigidità e miglior resistenza agli impatti. Il nostro primo modello in carbonio, il Damocles, fu dapprima testato da team dilettantistici locali nel 2001. Nel 2003 vinse due titoli nazionali professionistici con Geert Omloop (Belgio) e Roger Hammond (Gran Bretagna). Per aumentare la stabilità ed il controllo,  specialmente in accelerazione ed in discesa e la precisione nell’ affrontare le curve,  Ridley è stata la prima azienda a portare nel mondo della bicicletta da corsa il tubo sterzo da 1,5” alla congiunzione con la testa della forcella. Oggi questo concetto è stato imitato da quasi tutti i costruttori le biciclette da competizione. Da Procycling del 18/08/06: “ ..un super-damocles era pronto a fare il suo debutto a Eurobike 2005. Pesa meno del suo  predecessore, nonstante abbia il tubo sella integrato.” Qualche giorno prima Jochim Aerts era diventato papà per la prima volta e qualcuno , a cui il nome “Super Damocles” non piaceva particolarmente, suggerì di battezzare quel nuovo telaio con il nome del primogenito del fondatore della Ridley. Veniva presentato uffi cialmente il Noah, un nome che è ancora di piu’ oggi, un’ icona ben presente nella mente di quasi tutti i ciclisti del mondo.