GAMMA AERO:
Abbiamo unito i concetti di rapporto peso/rigidità alla forma della goccia d’ acqua, una forma presente in natura e molto aerodinamica, per arrivare a livelli di tecnologia aerodinamica , applicati alla ciclistica, mai raggiunti prima. I nostri obbiettivi dichiarati erano:
• Costruire le biciclette piu’ veloci al mondo.
• Non cedere a compromessi, per quanto riguarda rigidità, stabilità ed affidabilità, rispetto ai nostri standard abituali.
• Ottimizzare l’ aerodinamica, la struttura del telaio ed i pesi, migliorando le performance.
• Seguire le linee guida che sarebbero state fissate successivamente, per modelli aerodinamici, dall Unione Ciclistica Internazionale (UCI).
Abbiamo passato mesi nelle gallerie del vento, modificando, di volta in volta le forme, per arrivare ad un flusso di aria lpiu’ laminare possibile. Ogni singola tubazione è stata disegnata per offrire la minore resistenza all’ avanzamento. Ancora, però i test dimostravano che vi erano importanti turbolenze intorno alle ruote. La soluzione del problema non si poteva ridurre alla sola forma delle tubazioni. Per ridurre questa turbolenza, ci siamo, chiaramente, dovuti rivolgere ad esperti di aerodinamica ed avionica ed insieme a loro abbiamo sviluppato e brevettato la tecnologia R-Flow, applicata ai foderi della forcella anteriore e ai foderi posteriori del telaio. Questa tecnologia ci ha permesso di ridurre la resistenza all’ avanzamento del 7,5%. I bordi affilati degli spoiler, si sono potuti ottenere solo grazie ad una tecnologia di stampaggio a schiuma, assolutamente innovativa nell’ industria della bicicletta. Queste tecnologie così sofisticate di stampaggio e di incollaggio, permettono agli spoiler di produrre il massimo effetto estrattivo dell’ aria, lontano dalle ruote.Oltre a ciò ci permette di limitare al massimo i residui di materia prima, nelle non visibili parti interne. Per aumentare ulteriormente il flusso laminare dell’ aria e di conseguenza la capacità di penetrazione della bicicletta, i nostri ingegneri hanno sviluppato e brevettato una finitura aerodinamica dei telai, denominata R-Surface. Questa tecnologia, già applicata in altri campi dove si richiede la minima resistenza alla penetrazione dell’ aria, è stata in grado di ridurla ulteriormente, sui nostri telai, dl 4%. La nostra ossessione in campo aerodinamico risulta evidente nello studio dei dettagli. LA BICICLETTA PIU’ VELOCE AL MONDO : RIDLEY.
RAPPORTO RIGIDITA’-PESO:
Neanche qui l’ obbiettivo si presentava facile: ottenere anche sugli altri modelli, i livelli di rigidità, stabilità e risposta del famoso Damocles, riuscendo a diminuire il peso. Ancora una volta ci siamo affidati alle leggi naturali della fisica : una forma circolare offre maggiore resistenza, con minore utilizzo di materiale, ma se si vuole aumentare anche la resistenza laterale e la stabilità, alcune zone della forma circolare devono essere deformate e rinfozate. Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie di stampaggio del carbonio, Ridley è arrivata a costruire il triangolo anteriore, monoscocca, con le stesse elevate qualità di quelli costruiti con tecnologia tube-to-tube. Allo scopo di ridurre il peso, abbiamo apportato altre sostanziali modifiche abbiamo integrato un tubo sterzo interamente in carbonio sull’ Helium e sul’ Excalibur, per esempio, per eliminare qualsiasi rinforzo metallico. La tecnologia di stampaggio “Hollow” ci ha permesso di eliminare una parte consistente di materiale residuo e di ri-sagomare i tubi, per ottenere la massima resistenza alla torsione laterale. Sull’ Helium usiamo una tipologia di carbonio dalle caratteristiche di resistenza meccanica elevatissime, che ci permette di limitare ulteriormente il peso e indesiderate flessioni, ai minimi livelli possibili. Infine forcellini interamente in carbonio, pezzo unico con i foderi posteriori bassi diminuiscono il peso di altri 30 grammi per lato, su entrambi i modelli Helium ed Excalibur. Modelli come questi soddisfano pienamente i nostri aumentati standard di resistenza, stabilità, rigidità, rapportati ad un peso molto basso.
ROBUSTEZZA:
Fin dal 2000 abbiamo cominciato lo sviluppo del primo telaio Ridley in carbonio, basandoci sui concetti essenziali di superiore rigidità, stabilità e guidabilità. Questi concetti cardini delle nostre formule costruttive sono seguiti anche oggi. Seguendo elementari nozioni fisiche, arrivammo alla conclusione che una forma a diamante, o triangolare, è in grado di offrire livelli di robustezza massimi: era nato il concetto “Sharp Edge Design” le nostre tubazioni a “spigolo vivo”. Nei primi anni di produzione di telai in carbonio le costruzioni monoscocca, oggi tradizionali, non erano ancora alla portata conoscitiva pratica di molti telaisti e quindi si trovavano molti telai in carbonio con congiunzioni. In seguito, la tecnologia tube-to-tube ci ha permesso di fare un ulteriore passo avanti, dandoci la possibilità di controllare meglio gli spessori delle tubazioni, nelle differenti aree ed ottenere così maggiore rigidità e miglior resistenza agli impatti. Il nostro primo modello in carbonio, il Damocles, fu dapprima testato da team dilettantistici locali nel 2001. Nel 2002 vinse due titoli nazionali professionistici con Gert Omloop (Belgio) e Roger Hammond (Gran Bretagna). Per aumentare la stabilità ed il controllo, specialmente in accelerazione ed in discesa e la precisione nell’ affrontare le curve, Ridley è stata la prima azienda a portare nel mondo della bicicletta da corsa il tubo sterzo da 1,5” alla congiunzione con la testa della forcella. Oggi questo concetto è stato imitato da quasi tutti i costruttori le biciclette da competizione. Da Procycling del 18/08/06: “ ..un super-damocles era pronto a fare il suo debutto a Eurobike 2005. Pesa meno del suo predecessore, nonstante abbia il tubo sella integrato.”
Qualche giorno prima Jochim Aerts era diventato papà per la prima volta e qualcuno , a cui il nome “Super Damocles” non piaceva particolarmente, suggerì di battezzare quel nuovo telaio con il nome del primogenito del fondatore della Ridley. Veniva presentato ufficialmente il Noah, un nome che è ancora di piu’ oggi, un’ icona ben presente nella mente di quasi tutti i ciclisti del mondo. Fin dal principio, alcuni corridori della Davitamon-Lotto, come Robbie McEwen si mostrarono entusiasti di questo nuovo modello, altri ci misero un po’ piu’ tempo a capire i vantaggi che poteva offrire. Lo ritenevano fin troppo rigido, ma alla fine, persino atleti come Cadel Evans lo apprezzarono. La sua fama si sparse in breve tempo nel plotone dei professionisti e, di conseguenza, fra gli amatori di tutto il mondo. Per assicurare la massima precisione e velocità di cambiata, Ridley sviluppò per il Noah forcellini titanizzati, interamente costruiti in CNC, sostituibili, in caso di danneggiamento. Grazie al Noah, si può tranquillamente affermare che la tecnologia del tubo sella integrato, che aumenta la rigidità laterale e la trasmissime di energia ai pedali, fino ad allora poco apprezzata, perchè non ben applicata, divenne invece un must.